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Parole da Altrove, quando i versi superano i confini.

Volevo segnalare la pubblicazione di una raccota di testi intitolata, Essenza (poesie e altro).

Senza nessuna pretesa critica, la mia vuole essere solo una personale presentazione di un testo in cui mi sono casualmente imbattutto, ma a cui mi sento di invitare tutti coloro che lavorando nel sociale non hanno perso il desiderio di una domanda.

Mi ha colpito leggere le idee, folgorazioni, piccole poesie di questo “ragazzo del 40″ Alfredo Dilda, un viaggio da altrove che l’ha colpito a 21annid’età, in seguito 15 anni di manicomio e altre travesie, da più di dieci è ospitato nella struttura di Sospiro (CR) per disabili intellettivi.

Il merito di questa breve raccolta va alla sensibilità di Mauro Leoni e di Giorgia Cimpelli che hanno permesso la pubblicazione di questi scritti pubblicati da Vannini (www.vanninieditrice.it) nel mese di dicembre 2008. Solo per introdurre mi permetto di riprodurre la poesia contenuta in copertina, con parole che sono laceranti se si tiene presente il percorso esistenziale che le ha prodotte.

Lascerò agli altri la luna

Lascerò tutto ciò che è effimero

e scaverò,

in profondità

Cercherò con l’arte la tua storia

e la mia storia

Cercherò solo ciò che è essenziale.

Faccio mie in questo senso alcune delle parole che compongono la prefazione di Giorgia Cimpelli:

“Nessuno di noi ha ancora trovato le risposte. Le cerchiamo, le rincorriamo tutta la vita. E, nell’istante in cui crediamo di aver appagato la nostra sete di verità, sorgono altre domande altri nodi da sciogliere. La vita è un gioco di significatività…il linguaggio dei versi di Alfredo Dilda può condurre all’essenza, che forse è semplicemente questo: Il dirsi, il farsi poesia del dramma di ciascuno di noi. Dobbiamo osare. Socchiudere la porta del nostro io.”

Personalmente credo che, per chiunque opera nell’ambito delle professioni di cura, sia un importante fattore di resilienza e di “protezione” mantenere vivo il desiderio, farsi colpire da ciò che accade, possa essere una persona incontrata o un verso rubato per caso e questo ho semplicemente cercato di condividere.

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1 commento Lascia un commento »

  1. caro tiziano, sono mariangela, un’assistente sociale che, scrivendo, ha superato una certa crisi esistenzial-professionale..
    ho scritto un libro di poesie, ne ho in cantiere un altro.. mi piacerebbe comunicare anche via mail..
    ovviamente condivido ciò che hai scritto e aggiungo che può essere catartico e liberatorio, a volte indispensabile perchè le emozioni che ci attraversano non ci sconvolgano e per me la magia della poesia costituisce “lo”strumento per il mio benessere.. mariangela
    mondo.mari@vodafone.it

    Commento by mariangela — 4 settembre 2009 [Permalink]

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