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Indagine grafologica volta alla conoscenza e alla comprensione delle attitudini tipiche dell’assistente sociale

La particolarità della tesi che vi invitiamo a leggere, nasce dal fatto che è la prima in Italia che si sia interessata ad approfondire, attraverso l’analisi grafologica, la conoscenza, dal punto di vista delle attitudini tipicizzanti, la figura professionale dell’assistente sociale.

Prima di iniziare l’illustrazione del percorso che ci ha condotte alla stesura della tesi, ci preme spiegare in sintesi che cosa è la Grafologia e che cosa s’intende per analisi grafologica.

Oggi, in Italia, esiste ancora il preconcetto che la Grafologia faccia rima con magia e che appartenga al mondo delle scienze occulte, cosa che non succede per fortuna in altri paesi come gli Stati Uniti e Francia, che usano la Grafologia come strumento abituale e consolidato nell’ambito della selezione del personale.

Sempre in Francia e anche in Germania la Grafologia è materia di studio in molte università.

Nella moderna epistemologia, la Grafologia può essere considerata come scienza umana analogamente alla psicologia, alla pedagogia, alla sociologia e ad altre discipline umane. Anzi, la Grafologia rappresenta una tecnica di indagine che può aiutare ad esempio lo psicologo, il pedagogo o lo psicoterapeuta nello svolgimento della propria attività professionale poiché fornisce in tempi brevi una lettura ampia e profonda della personalità dello scrivente, definendone in un quadro olistico aspetti biotipologici, temperamentali, istanze profonde, potenziali, conflitti, aspetti emotivi e di gestione energetica.

In questo ultimo periodo, alla televisione, vengono intervistati sempre più grafologi che operano soprattutto nel settore della consulenza peritale-giudiziaria, ma la Grafologia può essere applicata anche in altri settori: consulenza individuale di personalità, consulenza dell’età evolutiva, consulenza relazionale di coppia e familiare, rieducazione alla scrittura nei casi di disgrafie, consulenza aziendale per la selezione e/o l’orientamento.

La Grafologia non può considerarsi propriamente un test proiettivo come lo sono invece il test di Rorschach, il test dell’albero e altri ancora, anche se presenta comunque degli elementi comuni con i test di personalità e in particolare con i test proiettivi, fondandosi sul simbolismo dello spazio di Pulver e sulle tecniche rifrattive di Frank.

La Grafologia richiede competenza tecnica, esperienza, rigore morale e non può essere ridotta a qualche tecnica appresa in pochi mesi.

Il gesto scrittorio quindi è “l’espressione della personalità” e la scrittura “parla” dell’Io e dell’Inconscio di ciascuno di noi.

L’analisi grafologica è un metodo di ricerca attraverso lo studio del gesto grafico (scarabocchio, firma, disegno e scrittura) che individua segni e modalità espressive caratterizzanti la scrittura di ogni individuo.

Il campo della nostra specializzazione è quello della consulenza professionale che ha visto recentemente un crescente successo nei colloqui per la selezione del personale.

L’analisi grafologica in vista del collocamento o ricollocamento di un soggetto in un ruolo o in una mansione, permette all’azienda di utilizzare al meglio le risorse umane e all’interessato di realizzarsi in modo più soddisfacente.

L’idea di una tesi sugli assistenti sociali, nasce dallo studio di un gruppo di appassionati di Grafologia frequentanti l’Università del Tempo Libero di Povegliano Veronese.

La presenza nella classe di un’assistente sociale facilita la raccolta di 17 scritture di sue colleghe impiegate presso l’ASL 22 di Verona.

Il gruppo non aveva certo pretese nel campo della consulenza professionale, ma più semplicemente si proponeva di rilevare, secondo un condiviso stereotipo, se dalle scritture emergessero segni comuni denotanti l’attitudine alla professione. Allo stesso tempo, però, veniva messa in evidenza la quasi totale assenza di altri segni grafologici.

Il lavoro del gruppo di studio di Povegliano Veronese è stato ripreso per la stesura della tesi discussa il 10 settembre 2011 presso l’AGAS – Scuola Superiore di Grafologia- sede di Bologna. L’oggetto di studio è stato ampliato fino a comprendere 41 scritture di assistenti sociali dell’ASL 20 e 22 di Verona.

È stato durante la seconda raccolta delle scritture che molti assistenti sociali ci hanno suggerito di approfondire sia la storia del servizio sociale in Italia, sia la loro situazione attuale. Ma soprattutto ci hanno fornito uno strumento che si è rilevato preziosissimo per la nostra tesi: il Codice Deontologico dell’assistente sociale. Infatti il sottotitolo della nostra tesi recita “Codice Deontologico e indagine grafologica: ipotesi di corrispondenza dei requisiti professionali”.

Noi non siamo partite da uno stereotipo come nel gruppo di Povegliano Veronese, ma dalla precisa e approfondita lettura del Codice Deontologico dal quale abbiamo estrapolato le parole-chiave che in Grafologia trovano corrispondenza in un segno grafologico o talvolta da alcune combinazioni di segni.

Invece, per conoscere la situazione attuale degli assistenti sociali ci siamo imbattute nel portale di questi professionisti e agli operatori del settore.

Ci ha particolarmente colpito un articolo pubblicato dal Dott. Paolo Pajer il 22 maggio 2011 dal titolo “Ladri di mele: alla ricerca del peccato originale”.

Le conclusioni di questo articolo hanno trovato una pressoché totale convalida nei risultati della nostra tesi. In estrema sintesi siamo giunte alla conclusione che il modello delineato dal Codice Deontologico evidenzia una figura professionale “ideale” che trova scarsa corrispondenza dall’analisi delle scritture che, al contrario, sembrano più vicine all’immagine dell’assistente sociale -certamente più realistica- delineato dal Pajer: una professione molto difficile in continuo e faticoso equilibrio tra le esigenze istituzionali e la libera espressione della propria personalità.

Ma se volete saperne di più, vi invitiamo a leggere la nostra tesi.

La tesi è di Elena Chiesa e Piera Ceccalotti, ed è scaricabile nell’Area Download.

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1 commento Lascia un commento »

  1. Salve,
    sono laureata da pochissimo in servizio sociale. Ho impiegato ormai talmente tanto tempo per raggiungere questo traguardo che mi sembra di non essere più portata per svolgere questo lavoro. Mi sono appassionata a livello amatoriale di grafologia anni fa e ritengo che la vostra tesi sia accurata soprattutto per quando riguarda l’aspetto scientifico. Mi chiedevo se ci fosse la possibilità di verificare quindi attraverso un’analisi grafologica della mia grafia se veramente sia il caso che lasci perdere l’idea di svolgere questo lavoro o al contrario debba dedicarmici anima e corpo.
    Grazie per l’attenzione,
    giusy

    Commento by Giusy — 13 marzo 2012 [Permalink]

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