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La malattia di Alzheimer

Professione, comunicazione e malattia sono le parole chiave di questo libro scritto pensando a come nella pratica professionale la relazione tra il medico ed il paziente ha luogo attraverso la comunicazione: le parole del medico guariscono o ammalano, fanno sorridere o piangere, incutono tristezza e dolore oppure gioia e serenità, ridanno speranza dove il vuoto dell’esistenza si avvicina inesorabile.

Nella pratica quotidiana tutti gli sforzi nascono dalla necessità di dover comunque, ed in ogni caso, occuparsi delle necessità di chi soffre, e di chi, come i familiari, ne condivide la sofferenza.

In una prassi medica in cui prevale il tecnicismo l’assistenza al paziente con Alzheimer diventa un importante momento di riflessione per recuperare la dimensione antropologica del rapporto medico-paziente e per valutare ogni opportunità che consenta al paziente e ai suoi familiari di tendere ad obiettivi in grado di assicurare sostenibili livelli di qualità di vita.

Nel libro vengono trattate problematiche importanti che riguardano temi come la comunicazione della diagnosi al paziente demente, la natura della relazione da instaurare con lui, le problematiche inerenti l’acquisizione del consenso informato, dei risvolti psicologici sia del caregiver che del sanitario che vive, con il paziente e la sua famiglia, il percorso della malattia.

Comunicare la diagnosi è il primo momento della costruzione di una comunicazione stabile e prolungata nel tempo, che funge da sostegno al rapporto medico-paziente e che è la più ampia dimostrazione di come le buone relazioni possono sostenere la sofferenza della malattia.

Ferdinando Pellegrino, LA MALATTIA DI ALZHEIMER. Comunicare la diagnosi, Carocci Faber, Roma, 2009.

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