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L’assistente sociale nella relazione di aiuto e prevenzione contro l’usura

«Ancora indietro un poco ti rivolvi»,
diss’io, «là dove di’ ch’usura offende
la divina bontade, e ’l groppo solvi
».
Dante Alighieri, Inferno, XI, vv. 94-96

L’usura (parola derivata dall’etimo latino del verbo “utor”: usare ma anche consumare) è la pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse considerati illegali, socialmente riprovevoli e tali da rendere il loro rimborso molto difficile o impossibile.
L’usura è un vizio antico e molto più diffuso di quel che si creda, e già dagli antichi era considerato un insulto non solo contro la divinità ma anche contro la natura e il lavoro che da essa deriva.
L’enciclica “Rerum Novarum” (1891) di papa Leone XIII condanna esplicitamente la pratica dell’usura, il codice Zanardelli, del 1889, seguendo le teorie economiche di Smith e Ricardo in materia di prestito ad interesse, cancellò il reato di usura, mentre nel codice Rocco del 1930 esso venne nuovamente reintrodotto, e punito dall’articolo 644 codice penale come delitto contro il patrimonio, commesso da chiunque si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri in corrispettivo di una prestazione o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari. La pena prevista è la reclusione da 2 a 10 anni e della multa da euro 5.000,00 a 30.000,00 euro.
L’usura trova oggi, come in passato, terreno fertile in contesti di generale dissesto, in un sistema sociale guasto e vulnerabile, in cui il cittadino indifeso e debole diventa facile oggetto di rapina, ed è un fenomeno che negli ultimi anni colpisce sempre più persone.
Ciò è dovuto sia allo stato di crisi economica generale sia ad una dimensione sociale che porta le persone ad accumulare debiti su debiti per ottenere più di quanto le proprie risorse economiche permettano – spesso influenzate dal costume, dai media, dalle mode, e talvolta con la stessa complicità delle banche.
L’associazione SOS Impresa da anni si occupa di promuovere l’elaborazione di strategie di difesa e di contrasto al racket delle estorsioni, all’usura e a tutte le forme di criminalità che ostacolano la libertà d’impresa, sia attraverso la predisposizione di adeguate proposte legislative sia attivando appositi corsi di formazione e informazione.
Da molte testimonianze emerse dal corso tenuto da questa associazione il 20 Aprile e il 4 Maggio a Montalto di Castro su quali metodi utilizzare per affrontare un caso di usura è emerso che tra usuraio e usurato si istaura una relazione “malata” fatta di una sudditanza psicologica, l’usurato inizialmente non ha consapevolezza della sua condizione fino a quando diventa troppo soffocante anche se ciò non basta per convincere a denunciare – molti usurati dopo la denuncia hanno dichiarato di sentirsi come avessero denunciato il loro padre.
L’assistente sociale, con le su competenze e la sua formazione gioca un ruolo di fondamentale importanza contro questo fenomeno.

Le sue funzioni sono:
• la raccolta di informazioni sulle risorse di auto mutuo aiuto presenti sul territorio, e la conoscenza e l’avvio di una possibile collaborazione;
• la promozione di attività educative rivolte agli studenti sulle problematiche e rischi del fenomeno; attraverso incontri nelle scuole, centri di incontro giovanili, convegni aperti al pubblico;
• la prevenzione del fenomeno accrescendo la consapevolezza e la responsabilità di chi si trova in una potenziale situazione di rischio d’usura per motivi sociali o professionali;
• l’ascolto e decodifica della domanda, restituzione competente di informazioni, valutazione della presa in carico, orientamento e accompagnamento verso altri sportelli o servizi;
• la diffusione di informazioni sulle modalità di accesso al Fondo di solidarietà per coloro che sono state vittime di episodi di usura e a quello rivolto alle persone a rischio previsti dalla legge 108/96;
• di stimolare la nascita di osservatori regionali che permettano di conoscere e monitorare il fenomeno nei suoi vari aspetti con la collaborazione di varie figure professionali (legale, commerciale, psicologica);
• di promuove la realizzazione di studi e ricerche;
• la creazione di rapporti di rete tra le varie organizzazione e istituzioni;
• di dare impulso e condurre colloqui di chiarificazione e sostegno all’utente e alla sua famiglia; organizzazione di gruppi di confronto per aiutare l’usurato a vincere la solitudine di chi è oggetto di estorsione;
• di gestire la relazione d’aiuto e innescare il processo di cambiamento che permetterà all’usurato di prendere coscienza della sua situazione e di divenire da vittima protagonista attivo del suo percorso di riabilitazione.

Dai dati dello SNAR ( Sindacato Nazionale Antiusura) ogni fascia di età e di sesso può essere a rischio d’usura mentre risultano determinanti come fattori di rischio:
• l’esercizio della professione di artigiano o commerciante;
• eventi della vita importanti e imprevisti che incidono sull’equilibrio personale al punto di predisporre il soggetto a rischio d’usura;
• il fattore colturale tende a manifestarsi in contesti socio – economici più deboli e dove spesso la mancanza di fiducia nelle istituzioni porta comportamenti poco legali;
• predisposizioni psicologiche “particolari” – le più comunemente riscontrate sono: suggestionabilità, bassa autostima e insicurezza, capacità deficitaria del problem solving, difficolta di progettazione e lungimiranza, scarsa stabilita emozionale, scarsa stabilità emozionale scarse senso critico scarso esame della realtà, altamente manipolativo.

L’usuraio, prestando a interessi superlativi, usurpa la fatica degli altri, di quanti si trovano nel bisogno, e da parassita qual è succhia il sangue delle sue vittime e le trascina nella disperazione e nella rovina, senza pietà, senza umanità, senza scrupoli, senza alcun rispetto della giustizia umana e divina.
Fiumi sotterranei di soldi, strappati dalle tasche di piccoli imprenditori, di operai, di sventurati, scorrono come i lividi fiumi dell’inferno dantesco lungo il vasto territorio del malaffare.
E’ importante sottolineare come a volte per l’usurato la linea di confine tra ciò che è legale è ciò che non lo è non è chiara. In alcuni casi infatti egli può essere stato autore di attività illecite come ad esempio offrire coperture a immigrati irregolari, spaccio di droga, procacciatori di clienti per conto dell’usuraio, oppure l’emissione di assegni a vuoto, la bancarotta fraudolenta, l’evasione fiscale e contributiva.

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