Questo sito utilizza diversi tipi di cookie, sia tecnici sia quelli di profilazione di terze parti, per analisi interne e per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze manifestate nell'ambito della navigazione.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Se chiudi questo banner o prosegui la navigazione acconsenti all'uso di tutti cookie.

| |


Spazio libero per la tua pubblicità,
contattaci »


‘Cangia capu solution’ al World Social Work Day 2013 Calabria. Strumenti e risorse del territorio per la promozione dell’uguaglianza sociale ed economica

Per il terzo anno, seppur posticipato per esigenze organizzative, presso l’Università della Calabria, si è celebrato l’anno internazionale del Servizio Sociale. In realtà più che di una celebrazione si è trattato di un momento di confronto sulla professione e sul servizio sociale che hanno visto insieme protagonisti d’eccezione, l’Università, gli studenti, l’Ordine.
A fare gli onori di casa e trait d’union della giornata è stato il Professor Alessandro Sicora, docente di Metodologia del Servizio Sociale e membro del comitato esecutivo dell’European Association of School of Social work.
Il Professor Piero Fantozzi di UNICAL ha introdotto i lavori tracciando un breve excursus sul corso di laurea pensato e attuato nel 1999 come risposta alle fragilità del territorio. La Calabria paga decenni di arretratezza culturale e formare professionisti capaci nella costruzione di opportunità, è ancora oggi l’impegno dell’Università.
Con amarezza e per problemi di fondi sono stati abbandonati avamposti significativi e chiuse le sedi distaccate di Locri e Crotone.
E’ possibile rafforzare la costruzione di una nuova prospettiva sociale, attraverso un approccio che in occasione dell’attribuzione della laurea honoris causa, Vandana Shiva, ha in sintetizzato in vernacolo calabrese, “Cangia Capu”. Sì, proprio così, cambia testa, ossia l’impegno a ripensare in forma nuova il servizio sociale, da azione di supporto filantropico che si esaurisce nell’erogazione di prestazioni, a elemento professionale che si arricchisce di motivazione e competenza.
Iniziano cosi, le riflessioni allargate sul tema di questa giornata mondiale, la promozione dell’uguaglianza attraverso la conoscenza delle diversità come elemento di ricchezza. Si può combattere la diseguaglianza solo attraverso la conoscenza, celebrando cosi la diversità.
Nel nostro codice deontologico è richiamato il valore dell’unicità della persona, l’impegno a porre attenzione a particolari situazioni di deprivazione e diseguaglianza sociale. Occorre avere occhi aperti e animi vigili per fronteggiare archetipi dominanti, interrogarsi sui nuovi stigmi che fanno della diseguaglianza, la base del proprio dominio.
Cipro, Lituania, Croazia, Grecia. In video si sono susseguono le esperienze da vari paesi del mondo, dove è attivo il servizio sociale professionale. Le prospettive di welfare in Italia sono introdotte da Vincenzo Bonomo, vice Presidente nazionale dell’AssNAS (associazione nazionale assistenti sociali) che ha fornito indicazioni per fronteggiare le nascenti fragilità che la politica non sembra scorgere.
La crisi ormai sempre più allargata, pregiudica le risposte ai bisogni sociali, i servizi alla persona diventano discrezionali e offerti a macchia di leopardo. In tal senso occorre ripensare i servizi, non più come espressione univoca dello Stato.
Il lavoro sociale è interprete del territorio e questo, come evidenziato dalla Presidente dell’Ordine della Calabria, Angela Malvaso, rende gli assistenti sociali delle risorse per il territorio. La Calabria, in aggiunta alle ataviche povertà, affronta nuovi disagi, senza risposte economiche adeguate.
Il professionista non può cedere alla tentazione di tirare i remi in barca. Al contrario deve attivare un surplus di energie attraverso il cambiamento dell’agire professionale.
Occorre lavorare sulla conoscenza delle diseguaglianze e aumentare le competenze. La nostra azione deve superare il principio dell’erogazione di sussidi e orientarsi sul lavoro di comunità, per attivare nuove risorse.
L’assistente sociale è un decodificatore dei bisogni e da questa posizione privilegiata, può favorire l’emancipazione delle persone.
Al video messaggio del segretario dell’AIDOSS, Annamaria Campanini, è seguita la presentazione di un lavoro svolto dagli studenti dell’UNICAL. Sono state presentate alcune delle possibili iniziative da avviare sui territori per contrastare le povertà economico- relazionali. Banca del tempo, laboratori di formazione professionale, lavoro di rete, raccolta di beni riciclabili, gruppi di auto mutuo aiuto, sono solo alcune delle risposte di contrasto alle fragilità emerse dai brainstorming svolti all’interno di laboratori tematici.
Laura Corradi sociologa e docente di studi di genere, ha introdotto le esperienze di professionisti sul campo, evidenziando magistralmente il principio di molteplicità quale base d’analisi delle diversità. Ognuno di noi è un universo con peculiarità uniche che se contrapposte alimentano intolleranze, ma se scoperte reciprocamente, diventano volàno per la promozione dell’uguaglianza sociale ed economica.
Alessandra Mesoraca è una delle due assistenti sociali che opera nel comune di Crotone. Solo due professioniste per dare risposte ai bisogni di un comune di 60.000 abitanti. Sicuramente poche per svolgere anche attività di analisi del territorio e programmazione sociale. Eppure ce ne sarebbe veramente bisogno, per iniziative a favore dei numerosi migranti che dal vicino centro d’accoglienza per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto, sono presenti in città durante la giornata. Aumenta cosi il senso d’isolamento e diventa difficile trovare momenti di confronto con gli altri assistenti sociali che operano nei servizi della città o in strutture del terzo settore.
Emilio Molinari, assistente sociale e direttore dell’UEPE di Cosenza, ha evidenziato come il servizio sociale penitenziario, è caratterizzato anche da importanti attività e procedure d’indirizzo economico contabile. Analogamente agli altri, anche questo servizio risente di risorse limitate, basti pensare che per l’intera provincia di Crotone operano solo tre assistenti sociali.
Il mandato istituzionale è molto rilevante e l’attività professionale deve essere improntata all’etica, quale attenzione all’interesse pubblico. L’azione del singolo rivolta all’interesse collettivo, è la risposta che i nostri territori attendono, contro il familismo amorale che frena il perseguimento del bene di tutti. La sensibilità verso il bene comune e lo studio attento dei bisogni, sono caratteristiche proprie di un assistente sociale.
Maria Rosa Moscato, giovane professionista, ha deciso di impegnarsi in prima persona in qualità di assessore alle politiche sociali presso il Comune di Vazzano, in provincia di Vibo Valentia. Dal sussidio allo sviluppo di buone pratiche, quindi al centro del suo assessorato, l’avvio d’iniziative per lo sviluppo locale contro lo spopolamento, a iniziare dall’utilizzo dei voucher INPS per retribuire piccoli lavori di manutenzione o finanziare attività culturali. Grazie alla presentazione di un PISL ha realizzato ‘Il mulino della gioventù’, un centro polifunzionale per l’unione giovanile.
Attraverso la comprensione delle diversità, è possibile superare gli equivoci e sconfiggere i silenzi, perché c’è sempre una dimensione di tolleranza che può essere condivisa da molti.

Articoli Correlati

Nessun commento Lascia un commento »

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

(obbligatorio)