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Giovani e nuove dipendenze

A tutti è nota l’importanza dei nuovi mezzi di comunicazione tecnologica e digitale nel mondo contemporaneo e la relativa benefica utilizzazione in ogni campo, da quello scientifico a quello medico-sanitario, con notevoli vantaggi per l’intera umanità.
Negli ultimi decenni, però, l’uso “online” è degenerato in abuso incontrollabile e subdolo soprattutto nella fascia adolescenziale e giovanile che si è nutrita di giochi e diavolerie tecnologiche dalla primissima infanzia. I ragazzi dimostrano di possedere abilità e capacità informatiche notevoli che permettono loro di addentrarsi ed esplorare facilmente quanto c’è nel mondo di buono e di orrendo.
Inoltre l’utilizzo del computer è diventato un mezzo per esporsi in vetrina, farsi conoscere e conoscere nuove persone, accrescere prestigio sociale nel gruppo e non essere emarginato dal “branco” di appartenenza.
Tutto ciò può recare danni irreversibili nello sviluppo armonico e integrale della personalità del ragazzo con gravissime conseguenze fisiche, psichiche e comportamentali.
Il fenomeno “DIPENDENZA da INTERNET” è emerso da un lavoro svolto nell’ambito del corso di Marketing Sociale nel Corso di Laurea Magistrale in Servizio Sociale e Politiche Sociali da me frequentato presso l’Università del Molise.
Tale dipendenza, nota nella letteratura con l’acronimo I.A.D. (Internet Addiction Disorder) è un disturbo generato da mancato controllo degli impulsi nell’accedere alla rete.
In Italia, dalla ricerca si evince quanto segue tra gli adolescenti:
- Il 95,7% utilizza Internet tutti i giorni;
- Il 22,8% da 2 a 4 ore al giorno;
- Il 16,2% oltre 4 ore (Dati Eurispes-Telefono Azzurro).
Ho ritenuto opportuno condurre una ricerca sul campo anche nel mio piccolo e adorato paese: Celenza Valfortore, somministrando questionari ai giovanissimi, di età compresa tra i 13 e 20 anni.
La lettura dei dati raccolti ha fatto suonare un primo campanello d’allarme: il 70% potrebbe essere definito “problematico” o a “rischio” dipendenza Web.
E’ giunta l’ora che “in primis” i giovani prendano coscienza dei pericoli che corrono:
- AUMENTO DELL’OBESITA’;
- STATI DEPRESSIVI E DI STRESS;
- DISTURBO DEL SONNO E DELL’ALIMENTAZIONE;
- ISOLAMENTO SOCIALE;
- PERDITA DEI CONTATTI UMANI E SOCIALI REALI;
- ALTRE PATOLOGIE.
E’ compito della famiglia vigilare, guidare, consigliare stili di vita alternativi: praticare sport, passeggiare, leggere buoni libri, incentivare piccole e gratificanti attività manuali nel tempo libero dei propri figli.
Non lasciarsi raggirare dalla famosa infinita ricerca scolastica!
Se proprio la famiglia è impotente e messa alle strette da figli prepotenti e testardi, chiedere immediatamente aiuto alle persone competenti, senza pregiudizi o sottovalutare il problema.

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