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Contrasto all’emarginazione e forme di aiuto: quotidianità del fenomeno ed attori sociali (VI parte)

LA REALTÁ CHE TRATTA IL FENOMENO DELL’EMARGINAZIONE ED ESCLUSIONE SOCIALE.

Esistono nel mondo realtà che sanno guardare al fenomeno dell’emarginazione sociale di soggetti posti ai margini della società e che sanno parlare di assistenza, socialità, ascolto, solidarietà, amore e sostegno?
In questa seconda parte dell’elaborato sarà presentata una realtà che vive, attraverso il suo modo di agire, la lotta contro il grande fenomeno che è l’emarginazione e l’esclusione sociale: il Ser.Mi.G e l’Arsenale della Pace.

Una finestra aperta sul mondo. Il Ser.Mi.G e l’Arsenale della Pace di Torino.

Il Ser.Mi.G – Servizio Missionario Giovani – è nato nel 1964 per volontà del suo fondatore Ernesto Olivero, grazie all’aiuto ed al sostegno di alcuni volontari ragazzi e ragazze. Lo scopo era: “eliminare la fame e le guerre nel mondo, combattere le ingiustizie che ne sono all’origine con opere di giustizia e di sviluppo. E ancora: coinvolgere i giovani, rendendoli protagonisti nella costruzione del presente e del futuro. Dare una speciale attenzione ai giovani, cercando insieme a loro le vie della pace.”
Nel loro operare, i metri di misura utili come chiave di lettura per interpretare e poter tentare di risolvere i diversi problemi presentati dall’incontro con l’altro bisognoso, sono: i valori cristiani, le ideologie morali ed umane e gli strumenti di cui l’ambito sociale è ricco (il Comune, i servizi sociali, gli enti territoriali, le organizzazioni di volontariato).
Nel 1983, il fondatore costituisce la Fraternità della Speranza, arricchita dai “Si” espressi da alcuni giovani, da coppie di sposi e di famiglie, da monaci e da monache che, quotidianamente, scelgono di affidare se stessi a Dio, seguendo come strumento di vita il Vangelo di Gesù. È nata così “la Regola del Si”: un libro che è la fonte ispiratrice, per una partecipazione attiva alla vita comunitaria e all’azione servizievole verso i più bisognosi. Attraverso i loro principi cattolici, tentano di porre la persona in difficoltà prima della ragione o degli interessi. Quindi l’altro è visto come un soggetto da aiutare e da sostenere, in un percorso di riconquista della propria vita e della propria dignità di uomo o di donna. Questo obiettivo viene condiviso pure da qualsiasi altro servizio che nel territorio si mette in gioco, per permettere a chi vive in condizioni di povertà e di esclusione, di ricevere sostegno ed insieme attivare dei progetti individualizzati, grazie anche ad un lavoro di rete.
Guardando a quello che è oggi questa realtà, vi è la possibilità di riflettere sul come sia attuale questo tipo di risposta al fenomeno emarginazione ed esclusione sociale, nel territorio di Torino. Ciò che caratterizza l’Arsenale della Pace è l’essere aperto 24 ore su 24: questo permette di accogliere chi si trova in difficoltà, chi si sente o non è accettato da una società in continua evoluzione e che va di pari passo con i segni dei tempi.
L’Arsenale della Pace prima era un Arsenale di guerra: una fabbrica di armi che provocavano distruzione e morte, durante sia la prima che la seconda guerra mondiale, ma attraverso l’aiuto di giovani e di persone di buona volontà, venne trasformato in una fabbrica di pace, di vita e di solidarietà. Come l’Arsenale della Pace, sia l’Arsenale della Speranza in Brasile che l’Arsenale dell’Incontro in Giordania, ricoprono il ruolo di enti che accolgono i soggetti ed i loro problemi e cercano di dare delle risposte concrete e condivise.
Leggiamo la sintesi delle attività del 2013 (Rendiconto 2013 http://www.sermig.org/rendiconto-2013):
1. Il Segretariato sociale è un servizio di ricezione e di accoglienza delle persone che necessitano di un qualsiasi tipo di informazione, di accoglienza, oppure anche di un posto di lavoro o di un luogo dove abitare. Esso collabora con alcune cooperative. Ha lo scopo di offrire una risposta istituzionale al diritto dei cittadini (sia italiani che stranieri, residenti in un determinato Comune), cioè quello di ricevere delle informazioni esatte, complete ed esaustive sui vari servizi, sulle procedure per accedervi, sulle prestazioni e sulle normative che permettano al cittadino di effettuare una libera scelta, tra le diverse risorse sociali disponibili sul territorio. Le finalità del Segretariato sociale sono principalmente tre: offrire un luogo di ascolto, di orientamento, di consulenza e di accompagnamento; collaborare con i servizi e le forze sociali del territorio, per leggere i bisogni emergenti, verificare la funzionalità e la buona risposta delle risorse alle necessità dell’utenza; fornire agli amministratori pubblici il panorama aggiornato e documentato del rapporto qualitativo e quantitativo tra i bisogni e le risorse utili per l’attività di programmazione. Sono 298 persone che si sono rivolte al Segretariato sociale.
2. Il Centro Come Noi Sandro Pertini dal 1988 offre servizi di accoglienza notturna e residenziale a uomini senza fissa dimora, rifugiati politici o richiedenti asilo e di protezione sociale. Con l’obiettivo di attivare percorsi di reinserimento scolastico e sociale ed è in collaborazione con l’Ufficio Stranieri di Torino. Mentre il Centro Madre Teresa è composto da due servizi rivolti alle donne: uno per l’accoglienza pomeridiana – notturna e uno di accoglienza residenziale. Il primo è rivolto a quelle donne che si trovano in una situazione di bisogno e di difficoltà, o con bambini. Il secondo è rivolto all’accoglienza di donne che vivono soprattutto bisogni di tipo complesso (gestanti, malate, maltrattate, sfruttate, richiedenti asilo e che hanno bambini). Collabora con l’Ufficio Stranieri, il Servizio migranti, la Questura ed i Servizi Sociali. Nell’accoglienza maschile sono state registrate 16.670 presenze e sono stati distribuiti 32.736 pasti; nell’accoglienza femminile 16.421 sono state le presenze e 25.754 i pasti distribuiti. Diciassette nuclei famigliari (25 adulti e 12 minori) sono ospitati negli alloggi della foresteria Sermig e nell’housing sociale. Scuola d’italiano con 355 studenti frequentanti. Distribuzione d’indumenti (n. 3.535 borse distribuite), coperte (1.565) e prodotti alimentari (575 borse distribuite) a persone e nuclei famigliari, italiani e stranieri, in difficoltà. In collaborazione con la Caritas gestione del centro diurno La Sosta.
3. Il Poliambulatorio medico Giovanni Paolo II è aperto dal novembre del 1988 e fornisce risposte di tipo assistenziale (cure mediche e farmaceutiche) a persone che vivono in situazione di disagio e che non possono usufruire del Servizio Sanitario Nazionale. Vi operano medici specialisti nei vari settori della medicina, farmacisti, infermieri ed alcuni volontari per l’accoglienza, per lo smistamento delle medicine e per le pulizie. Sono state effettuate 5.099 visite mediche, 806 prestazioni odontoiatriche e distribuite 6.650 confezioni di farmaci.
4. L’Ospiteria dell’Arsenale che svolge un servizio di accoglienza per bambini e le loro rispettive famiglie in cura presso gli ospedali di Torino per gravi patologie, 23 nuclei famigliari per un totale di 37 persone provenienti da Georgia, Kyrgyzstan,Venezuela,Macedonia e Marocco. Accoglienza residenziale per studenti, giovani, gruppi, persone che desiderano condividere per un periodo l’esperienza del Sermig.
Molte altre sono le attività svolte all’interno dell’Arsenale della Pace, tra le quali: l’Arsenale della Piazza che è un servizio di animazione e di doposcuola per bambini e ragazzi presenti nel quartiere multietnico (dodici nazionalità) di Porta Palazzo. Oltre ad aiutali a svolgere i compiti, per superare le lacune dovute alla lingua e alla difficoltà nella comprensione, ci sono attività sportive, laboratori musicali, cucina e falegnameria. I partecipanti sono stati 150 appartenenti a 20 nazionalità diverse.
Si potrebbe riassumere tutto in questi pochi, ma significativi, dati: ogni giorno in media negli Arsenali si offrono 3.850 pasti, 1.815 notti, 1.410 docce, 60 visite mediche, 870 presenze agli incontri culturali e di preghiera, 320 presenze ai corsi di formazione e di alfabetizzazione.

Gli altri due Arsenali nel mondo.
L’Arsenale dell’Incontro a Madaba in Giordania: 200 bambini e ragazzi diversamente abili frequentanti la scuola, i laboratori delle attività manuali, occupazionali, logopedia e fisioterapia per un totale di 23.936 presenze 70 bambini e ragazzi accolti per le attività formative, ricreative e per l’estate ragazzi 6.075 pasti, 7.555 presenze agli incontri di formazione, di preghiera e culturali.
L’Arsenale della Speranza a San Paolo in Brasile: 499.200 notti di ospitalità e 111.850 presenze nelle accoglienze diurne 991.550 pasti, 548.700 docce e 12.000 visite mediche 75.500 presenze ai corsi di formazione e alfabetizzazione 54.000 presenze nei servizi di assistenza sociale e di offerta/ricerca lavoro 182.150 presenze nei servizi vari offerti (lavanderia, barbiere, bazar, biblioteca…) 65.700 presenze ad iniziative ed incontri culturali, di preghiera e ludici, laboratori di formazione per giovani.

BIBLIOGRAFIA
Sermig (2010), Sermig Amore come codice, Tipografia Emmegrafica, Torino.
www.giovanipace.org
www.sermig.org

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