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Contrasto all’emarginazione e forme di aiuto: quotidianità del fenomeno ed attori sociali (VII parte)

Conclusioni.

Quali sono i fattori o i rischi, che portano alcuni individui a vivere l’esclusione sociale? Quali sono invece le opportunità, attraverso le forme di aiuto offerte dai diversi attori sociali? Ci sono degli elementi e dei dati, che cercano di dare una svolta positiva alla condizione di questi soggetti? È chiaro che, qualora si provasse a ragionare in termini di inclusione, inevitabilmente questo processo produrrà ancora esclusione, oppure emarginazione. Che cosa vuol dire processo di inclusione? Un tentativo è di dare valore a delle possibilità di inserimento degli individui in difficoltà, ad appartenere e sentirsi integrati nella società.
Si è potuto constatare che, già dall’avere scelto come titolo del lavoro “Contrasto all’emarginazione e forme di aiuto: Quotidianità del fenomeno ed attori sociali”, è stata introdotta la tecnica della lettura critica. Questa è risultata utile per cercare di capire se esistono una o più modalità di azione, per contrastare questo grande fenomeno che è l’emarginazione sociale. Come si è potuto osservare, è stato e rimane tutt’oggi un elemento caratteristico, in maniera negativa, della vita sociale e della quotidianità, di ogni società presente nel mondo. Alcune di queste provano ad attuare politiche di inclusione, altre invece sono contrassegnate da numeri alti di soggetti, che vivono in situazioni di forte degrado e di povertà.
Come è possibile dedurre allora da questo lavoro, le forme di aiuto hanno origine antica, basti pensare alle prime forme di assistenza e di beneficenza che risalgono al periodo del Medioevo, per poi passare a forme più recenti di associazioni, enti e organizzazioni di volontariato. A fianco di queste, ci sono le diverse leggi, sia a carattere nazionale emanate dallo Stato, che regionale le quali, nel corso dei vari anni, si sono susseguite per contrastare l’emarginazione sociale. Proprio per questo, l’obiettivo posto all’inizio era quello di descrivere ed osservare chi si mette realmente in gioco e cerca di dare risposte certe e positive di contrasto all’emarginazione sociale. Risultati ce ne sono stati, infatti, sono tanti gli attori sociali che, a livello nazionale e mondiale, si attivano per soddisfare i diversi e sempre nuovi bisogni della popolazione più debole. È stato preso in esame un attore sociale: il Ser.Mi.G, che ha come scopo del suo agire il mettersi al servizio del prossimo, di colui che domanda e necessita di un aiuto, per risollevarsi da una situazione di difficoltà e di disagio. Con le diverse forme di aiuto, i tanti servizi e le attività, il Ser.Mi.G mette in atto un’apertura che sia disponibile ed autentica verso l’altro. Pure l’ascolto è sicuramente il punto di partenza per comprendere il problema reale dell’individuo e cercare, insieme, alcune soluzioni.
In questo lavoro è stato infatti trattato un fenomeno complesso, che si caratterizza per una elevata multidimensionalità, in cui i fattori di disagio si integrano e si autoalimentano, definendo nel tempo un processo di cronicizzazione. Si è parlato di persone che vivono un disagio acuto e progressivo, che si caratterizza da una forte dimensione di esclusione dalle reti dei servizi (le alte barriere d’accesso, ma anche per la difficoltà stessa dei servizi a riconoscere le persone come loro utente), dalle reti di relazioni (l’isolamento sociale derivante dalla sgretolamento del legame sociale che contraddistingue le nostre comunità) e dall’indebolirsi della capacità di accoglienza. Si è capito che occorrono quindi politiche che integrino tanti e diversi aspetti: non solo dunque l’aspetto sociale, economico, abitativo, sanitario e lavorativo, ma, piuttosto, tutti questi livelli assieme, nell’ottica dell’empowerment e dell’accompagnamento dell’individuo verso l’autonomia e la riconquista della sua dignità di persona. Siano attivati così interventi specifici che possano essere poi ricompresi nell’insieme delle politiche sociali di welfare, che il nostro paese attua verso l’inclusione delle persone e delle famiglie in condizione di fragilità sociale.

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