Diniego di gravidanza: i meccanismi misteriosi della maternità nascosta

20 Agosto 2009, Provincia di Milano: Laura T., 31 anni, partorisce sul pavimento di casa sua, di una bimba in ottima salute. Lei e il compagno la chiamano Michelle. Un lieto fine per i nuovi genitori.
La particolarità di questo parto: la mamma non sapeva di essere incinta.
Durante la gravidanza, Laura, la mamma, non avverte nessuno dei sintomi classici: nausea, voglia, ingrassamento. Pure il suo ciclo si è mantiene per qualche mese. Quando finalmente sparisce, Laura pensa soffrire di squilibrio ormonale. In effetti, ha già tentato senza risultati di concepire un figlio. Non immaginando di portare una bimba in grembo, ha interpretato diversamente altri segnali tipici della gravidanza, come la stanchezza. Le contrazioni, le ha scambiate per problemi intestinali…
Intorno a lei, nessuno si è accorto di niente. Nè i nonni sbalorditi dalla notizia, né il compagno, diventato padre in un lampo. Infatti, soltanto dopo la sua prima notte da padre, si accorge che Michelle non ha un vestito, e compra in fretta il necessario per la neonata.
Di solito, sono casi di cronaca, a volte a lieto fine come questo, a volte terribili, che mettono in luce un fenomeno ancora poco noto in Italia: il diniego di gravidanza.
Questa espressione enfatica descrive il malessere incredibile di queste donne incinte senza saperlo. Questa incapacità ad ascoltare il proprio corpo è ormai documentata da circa 15 anni in altri paesi di nordeuropa e in America.
In Francia, l’associazione per il riconoscimento del diniego di gravidanza, creata in 2005, persegue lo scopo di fare conoscere l’esistenza del diniego, in particolare dalla sanità e dalla giustizia. Spesso, pure questi professionisti sono convinti che la donna ha semplicemente nascosto la sua gravidanza. Questo sospetto può avere conseguenze gravissime quando il neonato non sopravvive al parto.
Restia ad accettare l’idea che una donna possa essere inconsapevole della propria maternità, la giustizia interpreta allora questo fenomeno come un omicidio.
Secondo uno studio recente in Francia, il diniego di gravidanza riguardarebbe uno parto su 500. C’è quindi il sospetto che delle situazioni di questo tipo, forse interpretate diversamente, esistono anche in Italia.
C’è da augurarsi che anche la sanità italiana sviluppi questo tema di ricerca negli prossimi anni.

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